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DALLE BANDIERE DEL PASSATO AI GIOCATORI DI OGGI NEL MONDO DEL CALCIO

Sembrano finiti i tempi in cui i giocatori trascorrevano intere carriere con un solo club conquistandosi affetto e stima dai tifosi e il titolo di “bandiere”.
Quando si parla di bandiere nel calcio non si può che pensare a Francesco Totti e Paolo Maldini, rimasti entrambi per 25 anni alla Roma, il primo, e al Milan il secondo; o, ancora, al bianconero Alessandro del Piero e il nerazzurro Javier Zanetti che, in 19 anni, hanno rifiutato qualsiasi tipo di offerta da altri club in nome dell’amore e del rispetto verso la maglia che avevano deciso di onorare.

Paragonando leggende come queste con i giocatori moderni, è evidente che il calcio italiano stia attraversando un cambiamento radicale nel rapporto tra i giocatori e le squadre.
Dal momento in cui il calcio si è trasformato in un vero e proprio business, per squadre e per giocatori, è sempre più complesso diventare una “bandiera”.
Nella maggioranza dei casi, infatti, oggi, la fedeltà al club è spesso sacrificata per motivi economici, ambizioni personali o strategie di mercato.
Questo, però, non vale per tutti.
Sono rari ma, ci sono ancora giocatori che si impegnano ad affrontare il bello e il cattivo tempo in una stessa squadra.
Tra i giocatori di Serie A, solo Domenico Berardi e Andrea Consigli del Sassuolo sono rimasti a lungo nello stessa squadra, rispettivamente 12 e 10 stagioni. Abbastanza da poterli considerare al pari di Totti o Maldini? Non proprio. Infatti, sia per il numero inferiore di anni di militanza nel club e sia per la loro permanenza in squadre meno blasonate, il confronto con le bandiere storiche del nostro paese non regge.

E non si tratta di un fenomeno solamente italiano. Basti pensare che, nei principali club europei il giocatore più fedele alla sua squadra è Thomas Muller del Bayern Monaco, con 16 anni di militanza.
Eppure, dati i suoi 34 anni e il contratto in scadenza nel 2025, anche lui difficilmente riuscirà a eguagliare gli anni di Zanetti all’Inter.

Non è l’unico caso. Consideriamo anche Nacho Fernandez, al Real Madrid da più di tredici anni, Sergi Roberto del Barcellona da 13 stagioni e Marco Reus al Borussia Dortmund da 12.
#bsmt

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