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PERCHÈ VIVERE A MILANO STA DIVENTANDO IMPOSSIBILE?

Proteste, manifestazioni e occupazioni. Ormai le persone non sanno più “gridare” al grosso problema del caro affitti a Milano. In tv, nei giornali e sui social sono sempre più frequenti denunce e petizioni ma nulla sembra cambiare.

Milano, la scintillante capitale della moda e del design, si sta trasformando in una città inaccessibile per molti dei suoi abitanti. Gli affitti e i prezzi delle case hanno toccato vette impensabili, rendendo la casa, un diritto fondamentale, un lusso riservato a pochi. La situazione è drammatica: pagare oltre 1.000 euro al mese per un monolocale in centro è la norma. E non stiamo parlando di appartamenti di lusso, ma di piccoli spazi spesso trascurati e privi di comfort. Acquistare una casa? Un sogno irrealizzabile per molti. Con prezzi al metro quadro che superano facilmente i 5.000 euro, per i giovani, le famiglie e i lavoratori con stipendi medi è impossibile mettere radici.

Ma come siamo arrivati a questo punto? 

La speculazione immobiliare è uno dei principali colpevoli. Gli investitori comprano immobili non per viverci, ma per rivenderli a prezzi maggiorati o affittarli a cifre esorbitanti, sfruttando la forte domanda abitativa. Milano attira sempre più persone grazie alle sue opportunità, ma la costruzione di nuove abitazioni non riesce a tenere il passo. Quartieri un tempo accessibili vengono trasformati in zone di lusso, e le politiche abitative si dimostrano inadeguate.

La realtà dei fatti è anche che, come ci ha detto lo stesso Gianluca Torre al BSMT, Milano non è abbastanza grande per soddisfare l’enorme richiesta che sta avendo in questi ultimi anni e questo fa sì che il prezzo della piccolissima quantità di appartamenti disponibili salga alle stelle. Una richiesta che ad oggi sembra inarrestabile e sempre più in crescita. Il che, da un’altra prospettiva non può che essere un segnale positivo per la città. Si tratta di fenomeno che è iniziato con L’Expo: dal 2025, infatti, Milano ha acquisito ogni anno di più credibilità a livello internazionale, diventando uno delle città più visitate da turisti di tutto il mondo. Non solo, il suo essere uno dei poli universitari più prestigiosi d’Europa e, allo stesso tempo, una delle capitali mondiali della moda, del design e dell’arte è tra le più ambite da giovani e giovanissimi. Appetibilità che non può che lusingare e che, però, andrebbe sfruttata senza che a rimetterci siano i cittadini.

E poi c’è il turismo. La crescita di piattaforme come Airbnb ha ridotto la disponibilità di affitti a lungo termine, spingendo i proprietari verso affitti turistici più remunerativi. A questo si aggiunge l’incertezza economica e gli effetti della pandemia, che hanno spinto molti a cercare di compensare con affitti più alti.

Le conseguenze sono devastanti. I residenti storici sono costretti a lasciare la città, spostandosi in periferie sempre più lontane o abbandonando la Lombardia. Studenti fuori sede e lavoratori sono costretti, nei casi più drastici, a Le nuove generazioni sono intrappolate in un ciclo di precarietà, incapaci di costruirsi un futuro stabile.

La questione è complessa e non ha soluzioni semplici o immediate. Non è questione di puntare il dito contro qualcuno, ma di riconoscere le molteplici forze in gioco. Cosa desideriamo per il futuro di Milano?  La città ha bisogno di soluzioni concrete, di politiche che aiutino davvero, di un mercato immobiliare più giusto. Milano deve restare la città delle opportunità, una città per tutti e non solo per pochi privilegiati.

I giovani, con le loro voci e azioni, chiedono una città che li accolga e li supporti, una Milano che valorizzi il loro contributo e permetta loro di vivere dignitosamente. È forse arrivato il tempo che questa richiesta venga ascoltata.

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