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ESSERE UN COMICO NELL’ERA DEI SOCIAL

Attraverso piattaforme come Instagram e TikTok, la comicità negli ultimi anni ha subito una trasformazione epocale.
Sembrano finiti i tempi in cui per diventare un comico ci volevano anni e anni di gavetta nei club o in locali sconosciuti di fronte a pubblici difficili da conquistare; o di quando prima di avere un cameo in una trasmissione televisiva bisognava dimostrare con spettacoli e audizioni di il proprio talento nel far ridere.
Oggi basta avere un telefono e una connessione Internet per crearsi il proprio palcoscenico e arrivare a molte più persone di quante ne possa ospitare un teatro.
E se da una parte, questa democratizzazione, può rivelarsi per gli aspiranti comici una grande opportunità, dall’altra elimina completamente la costruzione di un percorso che, con i suoi alti e bassi, forma un artista preparandolo ad affrontare il bello e il brutto di una carriera.

Sempre più spesso assistiamo a ragazzi che, da un momento all’altro, per uno sketch, un meme o un video divertente si vedono cambiare completamente la vita. Da dilettanti a star del web con milioni di follower in una notte, senza alcun tipo di preparazione e conoscenza del mestiere. Alla stessa maniera, molti di questi nel giro di poco tempo smettono di essere la novità, vengono declassati dal nuovo personaggio che punta sul format del momento e finiscono, così, nel dimenticatoio. Sembra crudele, eppure è il funzionamento su cui si basano i social. Viralità e velocità, sia nel bene, che nel male. La vera sfida, dunque, oggi non è più quella di emergere, perchè bastano esattamente 30 secondi giocati nel mondo giusto per diventare virali e raggiungere il pubblico globale, ma la vera sfida è restare. Per farlo, può aiutare guardare quelli che il mestiere del comico lo fanno da anni e che se oggi sono ancora protagonisti della scena lo devono all’esperienza, alla conoscenza profonda della materia e di un grande coraggio nella sperimentazione.

Ma non è solo questo il grande cambiamento. è cambiato il modo di far ridere e ciò che fa ridere le persone è cambiato. Sempre più ragazzi su piattaforme come TikTok si divertono a creare meme, POV e video in cui raccontano aneddoti dell’infanzia o dell’adolescenza, spesso usando il playback con battute di comici o tratti da vari show televisivi e film.
E se in passato potevi prenderti tutto il tempo necessario per costruire una battuta o una situazione comica, ora devi arrivare subito al punto e colpire massimo nel giro di un minuto. E questo è il risultato, di nuovo, dei tempi in cui viviamo, in cui tra internet e i social, tutto è così veloce e frenetico da aver creato un pubblico impaziente. I comici di oggi devono avere a che fare con l’estrema velocità a cui va il mondo e saper usare molto bene il poco tempo e la pochissima contrazione che le persone sono disposte a dedicare ai loro sketch.

Non solo, oggi, molto più di ieri, vige la regola del politically correct, tanto giusta quanto limitante. Il confine tra umorismo e offesa è diventato sempre più sfumato, richiedendo una sensibilità e una consapevolezza decisamente maggiore da parte di coloro che si impegnano nell’arte del fare ridere.

Insomma, essere un comico nell’era dei social offre incredibili opportunità, ma anche sfide uniche. È un mondo in cui il talento può emergere da qualsiasi angolo del mondo, ma in cui è sempre più difficile crearsi una credibilità e un’identità ben definita che possa restare nel tempo.
E voi cosa ne pensate?

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